11 gennaio 2019

DETRAZIONE IVA E - FATTURA

Con l'entrata in vigore del Dl 119/2018 (a partire dal 24/10/2018) cambiano le regole per esercitare la detrazione dell'Iva. 
In particolare 
la detrazione dell’Iva sugli acquisti può essere esercitata 

nella liquidazione del periodo in cui l’operazione è stata effettuata se la fattura è pervenuta e registrata entro il 15 del mese successivo. 

Quindi, ad esempio, se l'operazione è effettuata il 31 gennaio ma la fattura viene ricevuta nei primi giorni di febbraio, l'Iva potrà essere detratta nella liquidazione del mese di effettuazione dell'operazione (ovvero gennaio) a condizione che la fattura sia ricevuta e registrata entro il 15 febbraio.

E' evidente che il software deve essere in grado di gestire tale impostazione

Tale regola non si applica alle operazioni del mese di dicembre per le quali l'Iva è detraibile solo nel mese di ricevimento della fattura.

6 dicembre 2018

E - FATTURA IN REVERSE CHARGE

Le fatture in reverse charge dal 1° gennaio 2019 dovranno essere trasmesse dal cedente o prestatore in forma elettronica indicando

 il codice "N6" (“inversione contabile”) 
nel campo <Natura> dei <DatiRiepilogo> del tracciato Xml. 

La fattura in reverse charge dovrà essere annotata dal cessionario o committente nel registro Iva degli acquisti e delle vendite, analogamente a quanto accade per le fatture analogiche. 

Secondo quanto chiarito dall’agenzia delle Entrate, l’integrazione dell’Iva sul documento può essere effettuata con modalità alternative a quelle tradizionali, predisponendo, ad esempio, un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione, sia gli estremi della stessa (circolare 13/E/2018, risoluzione 46/E/2017 e circolari ivi richiamate).

23 novembre 2018

"RIFERIMENTO NORMATIVO" NELLA FATTURA ELETTRONICA

Nelle fatture elettroniche senza Iva l’indicazione della natura dell’operazione non esonera dall’inserimento della specifica norma comunitaria o nazionale di riferimento (nell’elemento “RiferimentoNormativo”), in quanto questa informazione, oltre ad essere indispensabile 

- al cessionario/committente per la registrazione della fattura passiva e per la compilazione della dichiarazione annuale Iva, 
- è obbligatoria sia in base al Dpr 633/1972, sia in base alle specifiche tecniche della fattura elettronica.


Ciò nonostante, però, il sistema di interscambio non scarta le e-fatture che non hanno questa indicazione.

Natura obbligatoria 
Nell’elemento “Natura” della fattura elettronica” va riportato il codice che esprime la natura delle operazioni che non rientrano tra quelle imponibili.

L’elemento “Natura” 
- è obbligatorio, se l’elemento “AliquotaIVA” è pari a zero, mentre
- non deve essere presente, se l’elemento “AliquotaIVA” è diverso da zero. 

Riferimento normativo d’obbligo 
Quando l’elemento “Natura”  deve essere compilato (perché non c’è l’aliquota Iva) è obbligatorio compilare l’elemento “RiferimentoNormativo” con la relativa normativa di riferimento. 

L’indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale di riferimento è obbligatoria anche per il dpr 633/1972, ad esempio, per le operazioni esenti (tranne quelle dell’articolo 10, n. 6), quelle soggette al regime del margine, eccetera (articolo 21, comma 6, Dpr 633/1972).

Split payment 
Se in una fattura emessa con lo split payment, l’Iva è uguale a zero, va indicato il codice natura corrispondente al motivo per cui l’Iva è a zero. 
Ad esempio, se l’operazione è esente da Iva, il codice natura è N4
Poi, considerando che il «regime di scissione pagamenti non è compatibile con quello di inversione contabile», l’elemento «Natura» non può assumere valore N6 (reverse charge), se il successivo elemento «Esigibilita Iva» viene valorizzato con S (scissione pagamenti).

16 ottobre 2018

FLAT TAX AL 15% DAL 1° GENNAIO

Via libera al Decreto.
Confermata la flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi e compensi

            fino a 65mila euro


Ma con una novità oggetto del confronto politico delle ultime ore: 
dal 2020 il tetto di ricavi e compensi dovrà salire 

fino a 100mila euro

Una norma che, in ogni caso, prima di diventare operativa dovrà ottenere il via libera di Bruxelles e che al momento potrebbe essere presentata come norma bandiera
Il nuovo regime con tassazione al 15%, che sarà introdotto dal 1° gennaio con la legge di Bilancio, consentirà di ampliare la platea di almeno altre 500mila partite Iva rispetto a quelle che già oggi rientrano nel regime fofettario. 
Un esercito di oltre 1,2 milioni di artigiani, commercianti e professionisti. Per le nuove attività viene inoltre confermata l’aliquota del 5% per cinque anni.
I nodi 
Tutti da verificare i limiti sui beni strumentali e sui limiti dei dipendenti oggi presenti nel forfettario così come l’ammontare dei coefficienti di redditività differenziati per attività economica.

4 ottobre 2018

E-FATTURA PER I MINIMI E FORFETTARI

I titolari di partita Iva in regime dei minimi o in regime forfettario sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.

Comunque questi soggetti potranno sempre emettere, facoltativamente, le fatture in formato elettronico. 
Tutti gli altri soggetti titolari di partita Iva, comprese le società e gli enti, sono tenuti a emettere fattura elettronica in ogni caso, incluso, dunque, quando l’emissione avviene nei confronti di soggetti titolari di partita Iva in regime dei minimi e forfettario.

Il provvedimento del 30 aprile 2018 ha chiarito che nel caso in cui la fattura elettronica è destinata a un soggetto Iva rientrante nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario, l’emittente può valorizzare solo il campo «codice destinatario» con il convenzionale “0000000” e la fattura viene recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file nell’apposita area web riservata dell’agenzia delle Entrate.

Va, infine, precisato che l’Agenzia in occasione di Telefisco 2018, aveva chiarito che, benché esonerati, minimi e forfettari non sono divincolati dagli obblighi di emettere fatture elettroniche nei confronti delle Pubbliche amministrazioni.

7 settembre 2018

Distributori automatici: Iva detraibile, cialde deducibili

IVA

 - Acquisto delle cialde di caffè

La risoluzione 103/E/2016 ha ritenuto corretto applicare l’aliquota Iva del 10%, affermando, però, la 
- non detraibilità in capo all’acquirente: affermazione che non pare in linea con il dettato dell’articolo 19-bis.1 del Dpr 633/72, secondo il quale l’indetraibilità dell’Iva per somministrazione di alimenti e bevande prevede l’eccezione dell'erogazione mediante distributori automatici. 

- Erogazione di acqua tramite boccioni
la detraibilità dell’Iva dovrebbe essere motivata dalla somministrazione tramite distributori automatici.

COSTO
Per quanto concerne la deducibilità del costo delle cialde e dell’acqua, va segnalato che, in linea generale, l’articolo 54 del Tuir (Dpr 917/86) prevede che le somministrazioni di alimenti e bevande siano deducibili nella misura del 75%; ma, se vengono eseguite tramite distributori automatici, si ritiene che si possa dedurre la spesa nella misura integrale, in quanto inerente all’esercizio dell’attività professionale.

6 agosto 2018

2 luglio 2018

FATTURAZIONE ELETTRONICA - UTILIZZO SERVIZI

Provv. Agenzia Entrate 13.6.2018

Il Provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti di 
delegare 
uno o più intermediari all’utilizzo di tutti i servizi connessi al processo della fattura elettronica.

Specificamente, si tratta del servizio di 
- consultazione ed 
- acquisizione delle fatture elettroniche, di quello di 
- consultazione dei dati rilevanti ai fini Iva trasmessi, di quello di 
- registrazione dell’indirizzo telematico e di quello di
- generazione del QR­code, ovvero il codice a barre che consente di acquisire in automatico le informazioni anagrafiche Iva e l’indirizzo telematico del contribuente.

In alternativa, è possibile delegare separatamente uno o più intermediari al solo servizio di registrazione dell’indirizzo telematico o a quello di consultazione delle fatture elettroniche; per quanto invece riguarda il QRcode, Esso potrà essere generato anche all’interno del Cassetto fiscale.

Si dispone inoltre che la delega agli intermediari abilitati può essere conferita dall’operatore Iva sia attraverso l’utilizzo dei servizi telematici Entratel/Fisconline, sia presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate; con le stesse modalità, la delega può, in qualsiasi momento, essere revocata e la durata può essere fissata dal delegante per un massimo di 4 anni.